E’ dimostrato che la maggioranza di noi accetta la sinistrosità stradale come una fatalità o peggio come un pedaggio da pagare per il soddisfacimento della nostra esigenza di mobilità

Emilio Merlo

Premessa

E’ dimostrato che la maggioranza di noi, non solo in Italia, accetta la sinistrosità stradale come una fatalità o peggio come un pedaggio da pagare inevitabile per il soddisfacimento della nostra esigenza di mobilità, frutto della convinzione che il modello d’evoluzione sociale che ci siamo dati richiede non solo il movimento, ma che tale avvenga per ognuno di noi senza vincoli, a gran velocità e in fretta, tutti fattori che aumentano i rischi sulle strade.
Oggi ci si è convinti che non è sufficiente solo occuparsi dell’evento incidente, ma risulta doveroso capire i perché e soprattutto conoscere e analizzare puntualmente i rapporti che nascono tra veicolo, uomo e ambiente stradale.
In quest’ottica relazionale è fondamentale il ruolo della segnaletica stradale, che deve essere pianificata, progettata e controllata al fine di garantire agli utenti della strada prestazioni adeguate.
L’approccio a questo settore però lascia a desiderare, ce ne rendiamo conto percorrendo qualsiasi strada; indicazioni assenti dove servono, contraddittorie dove ci sono, moltiplicate dove non servono.Risultato? Il sistema segnaletico nazionale è inflazionato e ha perso di credibilità.

Inquadramento normativo

L’art. 36 del codice della strada -Dlgs 285/1992-impone sia ai comuni che alle province di dotarsi di strumenti atti ad ottenere il miglioramento della circolazione e della sicurezza stradale e rimanda alla direttiva n.146 del 24-06-1995 tutte le indicazioni attuative.
In particolare la direttiva definisce il settore della progettazione della segnaletica stradale come: “ il più delicato ed importante agli effetti della circolazione stradale, poiché anche le migliori discipline di traffico - sebbene attentamente studiate e verificate durante la progettazione nella loro efficienza a risolvere i problemi- vengono ad essere vanificate nella loro applicazione su strada, qualora non siano rese di precisa conoscenza pubblica attraverso idonea segnaletica orizzontale e verticale.
Il regolamento di esecuzione e attuazione del codice della strada - Dpr 495/1992-, all’art.77 commi 2 e 3 impone che le informazioni da fornire agli utenti della strada per mezzo di segnali stradali devono essere stabilite dagli enti proprietari secondo uno specifico progetto riferito ad un intera area o a singoli itinerari, di concerto con gli enti proprietari delle strade limitrofe cointeressati, al fine di ottenere un sistema armonico, integrato ed efficace a garanzia della sicurezza e della fluidità della circolazione pedonale e veicolare.
Inoltre il progetto deve tenere conto delle caratteristiche delle strade e della loro classificazione tecnico-funzionale, della velocità locali predominanti e delle prevalenti tipologie di traffico a cui la segnaletica stradale è rivolta.
Il segnalamento indirizzato ai pedoni o a singole categorie di utenti deve essere integrato con quello diretto al resto degli utenti stradali.
Criteri del piano di segnalamento

Il piano di segnaletica deve recepire le informazioni dalle varie discipline di traffico e tramutarle in comunicazioni omogenee, coerenti e congruenti con tutto il sistema segnaletico preesistente.
Per riuscire a ottenere dei buoni risultati è necessario soddisfare due criteri di base:

- criterio conoscitivo, che porta ad analizzare oltre al contesto anche gli aspetti legati alla pianificazione territoriale, in modo da studiarne le proposte e conoscerne i risultati;
- criterio comunicativo, che deve tramutare le esigenze dei piani o della mobilita’ in comunicazioni chiare e conformi al regolamento di esecuzione del codice della strada in modo da evitare che stesse informazioni vengano esplicitate in modi differenti;
Anche in assenza di elementi conoscitivi adeguati, il più delle volte assenti nei piccoli e medi comuni, ogni professionalità che fa i conti con la segnaletica stradale deve saper valutare:

- le esigenze di mobilità della popolazione
- la classificazione tecnico funzionale delle strade
- la separazione dei movimenti dalle soste
- la continuità della rete pedonale
- la razionalizzazione della sede stradale
- lo schema generale di circolazione (origine/destinazione).
- la fluidità delle intersezioni
- la protezione degli utenti deboli della strada
- le efficienze distributive delle merci.
Tipologie di piano

Individuate le aspettative del piano di segnaletica si possono delineare tre diversi approcci progettuali ben distinti che necessariamente si devono integrare tra loro e con i sistemi segnaletici preesistenti:

piano di segnalamento per aree urbane; (Comuni)
piano di segnalamento per itinerari;(Province)
progetto di segnaletica per singoli obiettivi;

Piano di segnalamento aree urbane

Il piano di segnalamento per aree urbane è molto complesso e si può definire come processo di integrazione tra i vari progetti di segnaletica mirati, scaturiti dai più diversi sistemi di pianificazione.
Gestire le informazioni provenienti da diverse aree tematiche, omogeneizzarle e uniformarle in un piano di segnaletica è opera di difficile mediazione sia perché spesso i tempi di attuazione delle singole discipline sono diversi tra loro ma anche perché come in tutte le cose anche nella segnaletica stradale esistono delle “mode� che risulta difficile disattendere soprattutto di fronte alla classe politica locale.
Più è ampio il bacino di riferimento più difficile risulta analizzare il quadro conoscitivo e darne una soluzione integrata chiara e soddisfacente.
L’obiettivo principale del piano per i centri abitati è quello di esplicitare all’utente della strada le regole di comportamento (segnaletica verticale di prescrizione e pericolo) e rendere chiara e razionale l’organizzazione gli spazi stradali (segnaletica orizzontale).
Il compito della segnaletica diventa relativamente semplice a fronte di una corretta e omogenea pianificazione della mobilità e progettazione stradale, ma diventa altrettanto difficile a fronte di contraddizioni che tendono a soddisfare il singolo individuo e non il sistema nel suo complesso.
La gestione della sosta, con le molte variabili che la contraddistinguono, la continuità della mobilita pedonale e ciclabile, l’integrazione o la separazione degli utenti deboli con il traffico degli autoveicoli, i sensi di marcia, le moderazioni delle velocità etc. sono tutti obiettivi che possono essere raggiunti grazie al piano di segnalamento.
Pensare alla segnaletica già in fase decisionale, elevare le professionalità e le competenze, migliorarne la pianificazione e le scelte attuative porterebbe notevoli benefici non solo all’utenza stradale e alla sua sicurezza ma anche al portafoglio degli enti coinvolti.

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Figura 1 –progetto esecutivo di segnaletica stradale

Piano di segnalamento per itinerari

Il piano di segnalamento per itinerari si esprime con lo studio della segnaletica di indicazione e trova il suo ambito di riferimento sia nel territorio provinciale che nei medio - grandi agglomerati urbani.
L’obiettivo del piano è quello di fornire agli utenti della strada informazioni necessarie per la corretta e sicura circolazione nonché l’individuazione di località, servizi e impianti stradali.
Queste informazioni, come espresso dall’art.124 c.2 del regolamento di esecuzione del codice della strada devono rispondere ai requisiti di:
- congruenza: la qualità e la quantità della segnaletica deve essere adeguata alla situazione stradale in modo da consentirne la corretta percezione;
- coerenza: sul medesimo itinerario si devono trovare le stesse indicazioni;
- omogeneità: sul medesimo itinerario, dall’inizio alla fine, la segnaletica di indicazione deve essere realizzata con la stessa grafica, simbologia, colori e distanze di leggibilità.

Il piano di segnalamento per itinerari implica un approfondita analisi conoscitiva sull’origine e sulla destinazione del traffico che grava nel territorio preso in esame.
Definire gli itinerari, organizzare il traffico in relazione alle destinazioni, creare una gerarchia nelle informazioni da esplicitare per mezzo del segnalamento, strutturare una rete di aste (collegamenti) e nodi ( intersezioni –punti decisionali), permette di pianificare i contenuti della segnaletica stradale con notevoli benefici per la fluidità del traffico e la sicurezza in generale.
Progetto di segnaletica per singoli obiettivi

Il progetto di segnaletica per singoli obiettivi, nasce dall’esigenza degli enti di soddisfare e risolvere problemi puntuali o settoriali legati alla viabilità, nel rispetto comunque del sistema nel suo complesso (per risolvere un problema non se ne devo creare un altro).
La messa a norma e in sicurezza di singoli tratti stradali particolarmente incidentati, il segnalamento delle curve oggettivamente pericolose, l’organizzazione dello spazio stradale con la segnaletica orizzontale al fine di garantire la visibilità reciproca tra pedone e veicolo negli attraversamenti, il segnalamento delle piste –corsie -itinerari ciclabili, la toponomastica, il segnalamento e l’organizzazione della sosta, la segnaletica per la pulizia delle strade, e altro sono solo alcuni obiettivi che vengono perseguiti con i vari progetti mirati. Inoltre possono considerarsi di questa categoria anche tutti gli studi di messa a norma della segnaletica riguardanti delle zone omogenee come:

- lo studio della segnaletica di indicazione all’interno delle zone industriali
- la definizione della segnaletica per i grossi centri commerciali
- la determinazione della segnaletica per la tutela delle zone 30
- la pianificazione delle aree limitrofe alle scuole
- il segnalamento di alcuni punti particolarmente pericolosi della viabilità ordinaria urbana e extraurbana ecc.

Come si può capire la redazione di un piano di segnaletica che ha per obiettivo elementi ben definiti sono infinite e nascono da esigenze diverse che cambiano da un ente proprietario all’altro in relazione alle diverse sensibilità soggettive .

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fig.2 prima e dopo: la segnaletica pianificata e progettata come valore aggiunto

Evoluzione del piano di segnalamento

La definizione di un piano di segnalamento, qualsiasi sia il suo obiettivo, deve necessariamente considerare una serie di passaggi fondamentali per una buona riuscita del lavoro.

La raccolta delle informazioni

La raccolta delle informazioni necessarie per la redazione di un buon piano di segnalamento può essere organizzata in tre diversi momenti:
- conoscere le intenzioni dell’interlocutore o ente proprietario della strada;
- conoscere le varie pianificazioni parallele, se presenti e ancora attuali;
- conoscere il territorio in cui si deve intervenire.
Per colmare la prima analisi sono semplicemente necessari degli incontri preliminari con i responsabili per capire le aspettativi del committente.
La seconda analisi conoscitiva è complessa e varia in funzione al tipo di piano che si ha intenzione di redarre, in ogni caso è sempre utile raccogliere tutte le informazioni in relazione:
- ai dati sugli incidenti stradali, che spesso mancano o sono incompleti;
- ai dati sulle esigente di spostamento pedonale e veicolare;
- agli elementi di soluzione espressi dai piani urbani di traffico;etc.
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La terza analisi conoscitiva è il sopralluogo, fase indispensabile in cui si raccolgono le informazioni visive e metriche.
Studiare le situazioni a contorno della strada, valutare la presenza di ostacoli che possono invalidare il piano segnaletico e rendere non leggibile la segnaletica pensata, conoscere la segnaletica esistente per evitare contraddizioni, sono elementi che diventano importanti già in un primo approccio.

L’elaborazione di tutti i dati raccolti permette di definire una proposta omogenea e di costruire un progetto di segnaletica verticale e orizzontale integrato sia al territorio che con i sistemi di pianificazione esistenti.

Stesura del progetto

Il progetto di segnaletica, deve essere necessariamente esecutivo, in quanto è il sistema finale di tutta una serie di provvedimenti che vengono presi per la gestione e la regolamentazione del traffico.
In relazione all’obiettivo si sviluppa in diverse scale di riferimento, (1:2000-1:1000- 1:500-1:200-1:100).
Generalmente deve considerare e contemplare tutto ciò che è presente sulla strada per dare dei riferimenti chiari all’organizzazione dei lavori, come il disegno della segnaletica orizzontale e le distanze associate, i marciapiedi e l’esatta collocazione dei sostegni, le piccole infrastrutture o isole di traffico, l’illuminazione, i cassonetti dei rifiuti etc.
Ogni volta che si pensa a un segnale stradale e al suo inserimento nel progetto si devono valutare sempre alcuni elementi come:

- il contenuto; il messaggio che non deve avere contraddizioni con le preesistenze o con segnali previsti nello stesso progetto. Il contenuto è la comunicazione che deve essere istantanea e non interpretata sia da chi progetta che da chi legge il messaggio;

- la localizzazione; la posizione in cui deve essere installato il segnale stradale dipende: dalla comunicazione che esprime, dalla classe stradale e dallo spazio di avvistamento oltre che dalla tipologia dei traffico presente.

- l’installazione; definito l’esatto punto in cui il segnale deve essere installato è fondamentale garantirne oltre che la stabilità, anche la sua visibilità e percezione evitando, soprattutto nei centri abitati, che le strutture di sostegno diventino, barriere architettoniche nei confronti degli utenti più deboli. Il piano di segnaletica inoltre deve riportare alcuni parametri in merito all’istallazione, parametri che sono legati: alla struttura , alle distanze e inclinazioni, ai materiali e alle tipologie di assemblaggio.

- la complementarietà con altri segnali; spesso ogni singolo segnale stradale è collegato direttamente ad un altro, sulla stessa installazione è facile commettere l’errore di abbinare segnali di formati diversi piuttosto che realizzati con pellicole differenti ecc. Risulta indispensabile una verifica sulle relazioni del singolo impianto sul sistema progettato.

Della documentazione necessaria per la stesura progettuale fanno parte anche:
- computo metrico che permette la pianificazione degli interventi nel tempo in relazione alle disponibilità economiche;
- elenco prezzi; adeguato nei valori, articolato nelle descrizioni, completo nel prevedere lavorazioni e forniture;
- relazione tecnico-illustrativa; in cui si specificano le scelte e le elaborazioni effettuate;
- piano di manutenzione e controlli delle opere progettate, in cui si definiscono i parametri prestazionali delle opere progettate in relazione ai materiali utilizzati, i tempi di esecuzione e controlli adeguati a garantire i valori di efficienza .

Conclusioni

Purtroppo troppo spesso la segnaletica stradale da valore aggiunto per la sicurezza delle strade si trasforma in un occasione mancata.
E’ convinzione di molti che il segnalamento e la sua pianificazione deve andare oltre al semplice ripristino e integrazione della segnaletica esistente, è un grave errore considerare il segnale stradale come elemento isolato o come scarico di responsabilità. Si ritiene che le potenzialità di un approccio interdisciplinare nella gestione della segnaletica stradale debbano essere meglio sfruttate non solo dagli enti proprietari di strade primi responsabili, ma anche dalle imprese esecutrici nella qualità dei lavori eseguiti, dai professionisti che devono essere esperti nel settore, dalla politica che deve essere rispettosa delle regole in gioco.

Tratto da “RISCHIOZERO N°1/2007″