Occorre l’autorizzazione per la pubblicità stradale
ROMA -Il ministro dei Lavori pubblici dichiara guerra all’abusivismo nella pubblicità stradale. E sollecita gli enti proprietari delle strade e i concessionari autostradali a procedere al censimento dei cartelloni non autorizzati.

La direttiva n. 1381 del 17 i marzo 1998 (pubblicala sulla Gazzetta Ufficiale n. 82 dell’8 aprile) è una risposta alle denunce su un «numero rilevantissimo» di mezzi pubblicitari collocati lungo e in vista delle strade senza l’autorizzazione prevista dall’articolo 23 del Codice. A far sentire la propria voce contro questo tipo di abusivismo sono sopratutto le associazioni di tutela dell’ambiente e del territorio e gli operatori del settore pubblicitario. Il fenomeno rappresenta, infatti, una forma di concorrenza sleale nei confronti chi ha tutte le carte in regola per i propri cartelloni e costituisce evasione per quanto riguarda l’imposta sulla pubblicità. In molti casi, poi, non è rispettato il divieto assoluto di collocare mezzi pubblicitari nell’ambito o in prossimità di luoghi sottoposti a vincoli a tutela di bellezze naturali e paesaggistiche.

Senza contare che la presenza di cartelli non autorizzati - vicino agli incroci o alla segnaletica stradale - può costituire pregiudizio alla sicurezza del traffico. Da qui la previsione dell’articolo 23 del Codice della strada, che subordina la collocazione dei mezzi pubblicitari a un’autorizzazione concessa dall’ente proprietario della strada o, nei centri abitati, dai Comuni (con il preventivo nullaosta dell’ufficio tecnico dell’ente proprietario).

La direttiva ricorda che il termine di adeguamento del 31 dicembre 1998 vale unicamente per le installazioni regolari rispetto alla precedente disciplina e in difformità rispetto all’annuale normativa. Per le autorizzazioni con scadenza successiva al 31 dicembre ‘98 che necessitano di adeguamento si deve presentare una richiesta in tal senso entro il 30 giugno; entro fine anno tutti i cartelli dovranno essere collocati a norma, in base a un piano elaborato dagli enti proprietari.

Assieme al censimento dei mezzi pubblicitari andrà calcolato anche l’indice di densità. Le rilevazioni potranno essere effettuale dal personale della polizia stradale, mediante apposite intese, verificando le autorizzazioni concesse attraverso il registro ad hoc che deve essere tenuto dagli enti proprietari. I cartelli che risulteranno senza autorizzazione sono abusivi: in questi casi è prevista la sanzione da 587.500 a 2.350.000 lire. Oltre alla sanzione accessoria per il ripristino dello stato dei luoghi.

Articolo tratto da: Il Sole 24 ORE - Edilizia e Territorio  - 10 Aprile 1998


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